Spesso accade che le suggestioni di massa e le illusioni ci trascinino nei loro vortici, sprigionando in noi la voglia di conoscere, di viaggiare, di spingerci oltre la linea dell’ignoto e di sfidare fenomeni che crediamo di altri mondi.
Un “viaggio”, quello che vi proponiamo, il cui vortice di esplorazione inizia nel ventre di Napoli e che segue nel suo incedere una traiettoria a forma di spirale.

Il polo della Spira Mirabilis, luogo di origine della stessa, è il Borgo di Santa Lucia, sintesi di incroci e storie, che deve il suo nome all’antica chiesa costruita in riva al mare, per il crescente culto della Santa, patrona della città insieme a S. Gennaro.
Un percorso che muove i suoi passi risalendo il peculiare complesso di vicoli, stradine, gradinate e abitazioni che congiunge il quartiere marinaro al centro storico di Napoli, sede della Chiesa del Gesù Nuovo, dalla facciata monumentale che rapisce per le magnifiche geometrie.

Percorrendo la storia nel solco delle strade dell’epoca, si giunge al complesso monumentale di San Lorenzo Maggiore la cui straordinaria stratificazione di origine Greco-Romano, vi lascerà senza fiato.

Con la sua altissima facciata neogotica si incontra, più avanti, il Duomo, la Cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta, che costituisce uno dei tanti luoghi più caratteristici della città di Napoli: le cui mura, infatti, custodiscono un tesoro di importanza unica sia dal punto di vista artistico che religioso.

Sospinti dal mirabile vortice si scorge la Basilica dell’Annunziata, che fonda le sue radici storiche nel XIV secolo, divenendo una delle istituzioni più importanti e antiche del Regno di Napoli.
Ente assistenziale dedito all’infanzia abbandonata che divenne nel tempo luogo di speranza per le coppie che, non potendo mettere al mondo un figlio, decidevano di adottare uno dei tanti abbandonati alla sua famosissima “ruota, per mezzo della quale gli “esposti” venivano affidati alle angeliche cure delle suore.

Pochi metri più avanti si raggiunge Piazza del Carmine, dove si erge la Basilica della Madonna del Carmine, uno dei luoghi di culto più importanti della città; in tale luogo, ogni 16 luglio avviene l’incendio del campanile tramite un’illusione ottica data dai numerosi fuochi d’artificio posizionati su di esso, che si spengono solo all’arrivo dell’immagine della Madonna del Carmine, dando vita ad una delle feste tradizionali più amata dai partenopei.
Da piazza del Carmine risalendo la spirale per raggiungere il suo polo, si scorge il complesso di Santa Chiara, dall’evidente stile gotico, nella cui imponente facciata a larga cuspide, ospita l’antico rosone traforato, famoso per i suoi geometrici ricami.

Proseguendo verso San Biagio dei Librai (la nota Spaccanapoli) è indispensabile una sosta nella chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, cuore pulsante della città, che celebra la storia di una delle antiche eccellenze cittadine, quella dell’arte della seta, “a cui si deve la svolta della manifattura serica meridionale”.

Lungo la stretta San Gregorio Armeno, conosciuta al gran pubblico come “via dei presepi”, si scorge infine l’omonima chiesa, riconosciuta dal popolo anche come chiesa di Santa Patrizia, che, ogni martedì, ripete il prodigio della liquefazione del suo sangue.
Ed è così che improvvisamente si avverte il peso dei secoli di storia, in un crescendo di sfavillanti meraviglie. La spirale esibisce lungo la via vere e proprie opere d’arte, dell’artigianato sacro e delle botteghe dei pastori, i cui segreti rapiscono i viandanti in uno straordinario viaggio a ritroso nel tempo nell’antica “Neapolis”.

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